"TEATRO",anno 2009,olio su tela,130 cm x 80 cm
"TEATRO",anno 2009,olio su tela,130 cm x 80 cm

Premio Celeste aveva invitato gli artisti a presentare opere a Expectations, un’idea curatoriale suggerita dalla critica Manon Slome.

Le opere sono state selezionate da Manon Slome e Julian Navarro.

"TEATRO"anno 2009,olio su tela,130 cm x 80 cm è stato selezionato per il catalogo EXPECTATIONS.

 

 

 

"L'Espressionismo psicologico di Barbara Karwowska"

 

La pittura di Barbara Karwowska rivela nelle sue forme,cosi come nei suoi
contenuti,una connotazione altamente espressiva,non priva di una intensa
introspezione psicologica.La stesura cromatica plasma le figure dipinte,le
avvolge creandogli attorno uno spazio,seppur "indefinito",caldo e accogliente.
L'intimità dei pensieri viene mostrata senza vergogna.Le opere,in particolare
il ciclo humans,sono la chiara manifestazione di un'arte tesa a svelare qualsiasi
sensazione o emozione.I soggetti rappresentati nei lavori Barbara&Guido,Giulia,
Gruppo teatrale e Ritratto di Lucio appartengono alla sfera degli affetti dell'artista.
Essi sono immersi in un vuoto infinito;sono assorti,perduti nei meandri più reconditi
della loro psiche.
Le fisionomie raffigurate rafforzano la profondità dei pensieri.I volti dipinti seguono
il principio sequenziale delle verità nascoste,cosi come facevano i naturalisti italiani
nel Seicento e gli espressionisti tedeschi nel Novecento.Ad essi si accompagna,
poi,la decisa carica tonale.Di grande rilievo è la luce delle opere,la cui vitalità è
da ricercare nell'esperienza "mediterranea" dell'autrice,quale completamento della
sua formazione est-europea.Non manca nei lavori della Karwowska la matrice simbolista,
a tratti onirica,apportatrice di nuovi modelli iconografici,già insiti nei dipinti La Magia
dei Ricordi ed Immerso nei pensieri.

(Luigi Fusco)

   

 

                                                              

                       "La fonte del ritmo"


Il tempo lo dà Giuseppe Chiari,con il suo spartito.Il tempo è il ritmo,ma è anche il passaggio di lune intercorso
da quel lontano 1988,l'anno in cui il compianto artista fiorentino realizzava per lo Studio Oggetto di Massimo De
Simone la prima grafica contenuta in questa cartella.
Formidabili quelli anni Ottanta,aperti dalla Transavanguardia e chiusi dal Neoconcettuale.In un decennio la massima affermazione della pittura e la sua stessa negazione.Anni di contraddizioni e di massimi splendori,di grandi mostre e di crescente proselitismo.Proprio in quegli anni lo Studio Oggetto,transitato da Caserta a Milano,coglieva i massimi risultati possibili,affermandosi a livello internazionale.
Si "RipArte"ancora una volta da un artista di rilievo storico.La prima volta con Angeli,ora con Chiari,affinché sia una partenza lanciata.
Eccola la fonte del ritmo,quello spartito policromo dove il pentagramma e le note sono unità linguistiche,capaci di vivere e di far vivere emozioni a colori.Ma il ritmo viene anche dall'incontro di culture,di lingue diverse parlate all'unisono,con la grande coralità che è l'universalità del linguaggio artistico.
Fluxus era proprio un bel nome.
"La fuente del ritmo" non trova soste e ha sempre una scia di faville.Sono i lavori degli artisti di generazioni successive a quella di Chiari,realizzati appositamente per questa cartella nel corso dell'anno.
Non c'e la musica negli occhi della splendida bimba rom fotografata da Maurizio Cimino,ma c'e comunque il ritmo del suo cuore.Ti prende la mano con  il sorriso e ti dice rassicurante"Sono un angelo".E una favola manga al contrario,un idillio sociale.
La superficie è tutta una scansione,un equilibrio tra geometria,colori e figure.La Napoli crocevia di culture di Barbara Karwowska sarà anche quella melodica,cara al Pulcinella danzante,ma è soprattutto quella multietnica,dalla parlata meticcia.E quella figura femminile che balla in primo piano è l'emblema di una musica della terra che avvolge i nostri corpi.
Alessandro Manna affida a uno strumento musicale,il contrabbasso,il compito di sintetizzare in un unico scatto il ritmo,la velocità e l'ironia.Sul piano armonico si aprono le due fessure dette "effe".E ricordano tanto quelle impresse sul corpo di Kiki in "Violon d'Ingres"da Man Ray.Rifare il verso maestro dadaista è un raffinato gioco di rimandi,citazioni e incursioni nella contemporaneità.Il contrabbasso suona per hobby,per destino,per naturale vocazione,socialmente utile.
E il Belvedere di San Leucio quel palazzo appena accennato da Battista Marello,è il monumento borbonico che ha visto proprio negli anni Ottanta i grandi eventi artistici proposti da Massimo De Simone.E il Belvedere non potrà più dimenticare la gioia e la musica degli accadimenti passati.Ecco perché,a imperitura memoria,compare sulla facciata la scritta "Studio Oggetto".E una luce subito s'accende.
E il graffito di un paesaggio urbano quello dipinto da Ali Nasserddine,ricordano il suo Libano.E terra lontana,travagliata,è terra che soffre.Le case hanno un loro ritmo,un loro reiterarsi modulare.E poi il cielo,tanto cielo,tutto il cielo che si può sognare.Liberi,liberi,verrebbe da dire.Ma questa è un'altra musica!

                                                                                                                                                                     Enzo Battarra

 

 

 

Un'entusiasmo di vita unito ad un'intreccio di personali ricordi,cosi si può definire la mostra personale dell'artista polacca Barbara Karwowska
dal titolo "Entrando nella magia del rosso",che sottolinea con forza i suoi affetti in chiave squisitamente simbolista.
Colore da sempre impiegato nei millenni per sottolineare la linfa vitale umana,basti rammentare ad esempio che ancor oggi presso i Lacota(Sioux)
il colore rosso viene visto,considerato quale monito da seguire per una coretta vita piena di valori evirtù.
I dipinti di Barbara Karwowska appaiono come un sussegguirsi di immagini:in un'intimismo sviscerale e femminile sono difatti scanditi,impreziositi
dalla meticolosa pennellata dell'artista(si vedono i particolari dalla piuma,del corvo).
Molto suggestivo e il dipinto dei nonni indicati con l'aureola e le ali scure:forse pensieri contrastanti di affetti ormai lontani,ma veri che con generosità,
maturità pittorica,aquistano appunto una valenza universale.
Singolare è anche l'autoritratto dell'artista ma ancor più in "Napoli crocevia di culture"che sottolinea anche la sua personale aquisizione partenopea
integrando quasi in se stessa uno dei simboli cari a questa meravigliosa città overo pulcinella.
Barbara Karwowska e una potentosa e suggestiva artista che sa valorizzare appieno il suo percorso interiore e terreno.

 

Valleria S.Lombardi
(Dott.ssa storia dell'arte contemporanea)